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Ricerca scientifica e medicina tradizionale nelle cefalee


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Vuoi guarire il tuo mal di testa in poche e semplici mosse?

Un corretto stile di vita viene considerato importante per la prevenzione della cefalea; i punti che vengono più spesso evidenziati sono:

  • regolarità del ritmo sonno-veglia
  • corrette abitudini alimentari
  • bere acqua, evitare la disidratazione
  • fare sport, attività fisica

Il ritmo sonno-veglia è importante soprattutto nell’emicrania: sia il riposino pomeridiano sia alzarsi più tardi del solito la mattina possono causare emicrania nei soggetti predisposti.

Bisogna però ricordare che non si tratta di una regola generale, i fattori scatenanti variano da individuo a individuo. Non si possono stabilire regole di comportamento rigide e universali, è invece utile imparare dall’esperienza di chi soffre di questo problema e insegnare come evitare i comportamenti nocivi.

Anche il ruolo del sonno durante l’attacco di mal di testa non è uguale per tutti: alcuni dormono e si risvegliano sollevati, altri pur essendo sfiniti non riescono a prendere sonno.

Le abitudini alimentari devono essere esaminate quando si soffre spesso di mal di testa.

E’ utile individuare i principali errori nella nostra dieta e correggendoli scopriremo non solo di aver ridotto il mal di testa ma anche di aver migliorato lo stato di salute generale.

Ciò si può fare senza cadere nell’eccesso di imporre rigide diete a tutti e senza dare ogni colpa all’intolleranza alimentare.

Per alimentazione corretta si intende una dieta bilanciata, ricca di alimenti freschi e non trasformati o trattati (evitare cioè troppi cibi trattati industrialmente).

E’ molto importante evitare di saltare i pasti per non incorrere in fasi di ipoglicemia che possono scatenare l’attacco: prendere l’abitudine di fare regolarmente colazione, pranzo e cena.

Esistono poi alcuni alimenti da tenere d’occhio perchè contengono sostanze che possono scatenare in alcuni casi un attacco di emicrania: la lista è così lunga, oltre ai classici cioccolato, alcool e caffè, che è preferibile invitare a fare un periodo di osservazione sulla propria alimentazione prima di trarre conclusioni affrettate.

Non ha senso vietare a tutti gli emicranici il cioccolato o il formaggio stagionato che solo in alcuni pazienti sono stati associati all’emicrania: conta più l’esperienza del paziente che gli studi statistici.

L’importanza di un’attività fisica regolare è stata evidenziata sia nella cefalea tensiva sia nell’emicrania. E’ consigliabile un’attività aerobica moderata per 30-45 minuti al giorno o almeno 3 volte alla settimana.

L’attività fisica riduce lo stress e aumenta i livelli di endorfina, una sostanza naturale che contrasta il dolore.

Un medico tedesco intorno al 1842 scriveva:

per i malati cronici la ricerca accurata di tali ostacoli alla guarigione è ancora più necessaria, poichè la loro malattia di solito è stata aggravata da errori, spesso sconosciuti, del regime di vita”

Parole corrette anche in riferimento all’emicrania.

L’emicrania è una malattia legata alla costituzione del paziente, spesso con predisposizione familiare. In questo contesto gli errori nello stile di vita “aggravano” la malattia, in quanto possono essere fattori scatenanti degli attacchi.

E questi errori, anche se evidenti a chi si occupa di cefalee, sono spesso sconosciuti o sottovalutati dai pazienti.

Questo medico continuava così:

il regime di vita più conveniente, durante la cura, nelle malattie croniche, consiste nel rimuovere gli ostacoli alla guarigione, prima citati, e di procurare, quando occorra, condizioni opposte, come ad esempio: divertimenti innocenti, moto attivo all’aria aperta, con qualsiasi tempo, (passeggiate giornaliere, piccoli lavori manuali); alimentazione nutriente senza elementi medicamentosi ecc.”

Lo stile di vita che veniva consigliato nell’800 per le malattie croniche è esattamente lo stesso che consigliano gli studi moderni e che riempie le pagine di tanti settimanali dedicate alla salute: ridurre lo stress, fare movimento attivo, evitare la vita sedentaria, seguire un’alimentazione corretta.

Faccio notare che il modo di dire simpaticamente un po’ antiquato divertimenti innocenti va interpretato proprio alla lettera. Divertirsi deriva dal latino: dis e vertere, volgere altrove, distogliere la mente. Innocente: che non nuoce.

Purtroppo il divertimento non è garantito con le moderne tecniche antistress, di rilassamento, o in qualunque attività del moderno mercato del tempo libero come la palestra, il pilates o quant’altro: in quasi tutti i casi l’impegno profuso non è da meno di quando si è al lavoro.

Il consiglio è quello di camminare tutti i giorni per mezz’ora – un’ora o fare qualche altra attività fisica (bicicletta, corsa ecc.) distraendosi dai soliti problemi.

Il medico tedesco che ho citato si chiama Samuel Hahnemann, è il fondatore dell’omeopatia ed era già allora attento ai comportamenti nocivi alla salute, oltre che antesignano della lotta allo stress.

Di seguito, in una nota, elencava questi errori del regime di vita:

per esempio: il caffè, il tè o simili bevande, la birra, che contengono sostanze eccitanti, con caratteri di medicinali, non adatte per i malati; i liquori, detti di lusso, preparati con droghe, tutte le qualità di punch, la cioccolata, le acque profumate ed i profumi di certe qualità; i fiori a profumo acuto in stanza; le polveri ed acque dentifrice composte con medicinali; i sacchetti profumati; le vivande con droghe e le salse piccanti; le paste ed i gelati aromatizzati con sostanze a carattere medicamentoso (per es. con caffè, vaniglia ecc.); le erbe medicinali nelle minestre; i contorni con erbe, radici; gli asparagi e tutte le sostanze vegetali, che hanno una azione medicamentosa; il sedano, il prezzemolo, l’acetosa, la senape, tutte le specie di cipolla, ecc.; il formaggio stagionato e le carni frolle, la carne e il grasso di maiale, di anitra e di oca; le insalate di ogni specie.

Tutte queste sostanze, che hanno un’azione medicamentosa secondaria, sono da evitare dal malato; come pure il malato deve evitare ogni abuso, anche quello dello zucchero, del sale, delle bevande alcoliche non diluite con molta acqua; eviterà l’eccessivo riscaldamento dell’abitazione, indumenti di lana sulla pelle; la vita sedentaria in locali chiusi; il moto solo passivo a cavallo, in carrozza ecc.; l’allattamento prolungato eccessivamente; un sonno prolungato nel pomeriggio (a letto), la lettura in posizione sdraiata, la vita notturna…..tutto quanto può essere oggetto di collera, di dispiacere, di dispetto; il gioco d’azzardo; il lavoro eccessivo sia fisico che mentale, specialmente subito dopo i pasti….

Praticamente un elenco di quelli che sono noti oggi come fattori scatenanti dell’emicrania, o fattori trigger dell’emicrania: caffè, thè, cioccolata, bevande alcooliche, formaggi stagionati, spezie, profumi, sonno prolungato nel pomeriggio, lavoro eccessivo, emozioni.

Alla fine conclude dicendo:

alcuni miei seguaci vanno ancora più in là con le proibizioni, rendendo inutilmente più difficile la dietetica: cosa che disapprovo”.

Dobbiamo riflettere su queste parole ancora oggi, dal momento che vengono proposte numerose diete per emicranici, come la dieta senza tiramina o quelle basate sulle intolleranze alimentari. Tutte accomunate da un fatto: chiedono di eliminare una lunga lista di alimenti e così facendo fanno nascere lo stress da dieta.

In un articolo apparso sul New York Times (http://opinionator.blogs.nytimes.com/2007/10/25/the-migraine-diet/) nel 2007 il giornalista descrive il suo tentativo di seguire una dieta proposta in un libro da un famoso neurologo americano:

ho smesso di bere caffè e alcool e ho smesso di mangiare cioccolato, formaggio, M.S.G. (mono-sodio-glutammato), noccioline, aceto, agrumi, banane, lamponi, avocado, cipolle, ciambelle fresche, pizza, yogurt, panna acida, gelato, aspartame e tutte le carni stagionate, conservate, fermentate, marinate, affumicate, ammorbidite o conservate con nitrati.

Per un paio di settimane ho avuto una fame da lupi, ero irritabile, sballato, e vagamente risentito.

Ma ho sentito, per quanto riguarda il mal di testa, che un pò migliorava.

Ho avuto sei o nove emicranie, ma erano meno forti. E una volta abituato, ho quasi apprezzato stare a dieta, esplorando la mia capacità di resistere alla fame e di rinunciare, ossessionato da quale cibo potevo mangiare, e come, e quando. Come minimo, la dieta rendeva felici i miei amici. Rinunciare al cibo, rinunciare alle pillole, è visto così spesso ai nostri giorni come la cosa giusta e virtuosa, pura e sana.

E poi il mal di testa è tornato, a oltranza.”

Riassumendo è utile conoscere ed evitare le cose nocive nel proprio stile di vita, e cercare di rimuoverle perché sono ostacoli alla guarigione. Per raggiungere questo obiettivo non bisogna cadere nell’eccesso opposto.


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Il mal di testa nella medicina cinese

In medicina cinese e in agopuntura non si applica  la classificazione occidentale del mal di testa che distingue emicrania e cefalea tensiva: il sintomo “mal di testa” viene attribuito a uno squilibrio dell’organismo che può essere generato da emozioni nocive, da diete e abitudini errate, dall’azione negativa di eventi climatici.
Partendo dal clima si considera nociva l’esposizione eccessiva ai principali fattori climatici: caldo, freddo, umidità, vento. Ogni eccesso climatico può alterare in modo significativo il nostro equilibrio sia sul piano fisico che mentale. Abbiamo visto nella sezione dedicata alle informazioni da riferire durante la visita medica che è utile sapere se il mal di testa peggiora in estate o in inverno, quando è umido, o se compare quando cambia il tempo e c’è vento, quando arriva una perturbazione, quando ci si espone al sole, e così via.
Non deve stupire quindi che in medicina cinese si parli di cefalea da umidità o cefalea da vento-freddo o da vento-calore.
Ugualmente importanti nel provocare il mal di testa sono i fattori interni all’organismo. Avendo già sottolineato quanto è importante lo stress, non stupisce che anche nella medicina cinese abbiano un ruolo di primo piano le emozioni, che fanno la parte del leone in una medicina “olistica psico-somatica” come è la Medicina Tradizionale Cinese.
Corpo e mente sono strettamente collegati e compito del medico è ricercare sempre uno squilibrio emozionale come base della malattia.

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Agopuntura cinese

Il concetto di emozione in medicina cinese è un po’ più ampio del nostro e comprende oltre alle classiche emozioni (gioia, tristezza, rabbia, paura ecc.) anche l’eccesso di attività mentale o di preoccupazioni, che noi indichiamo comunemente come stress.
In realtà la nostra idea di stress comprende una somma di fattori che la medicina cinese considera singolarmente come causa di malattia: eccessiva attività mentale, preoccupazioni, frustrazione.
Ogni emozione intensa o prolungata ha un organo bersaglio cioè danneggia un particolare organo:
-la tristezza (depressione) danneggia il polmone
-la gioia eccessiva danneggia il cuore (l’infarto dello spettatore durante la partita di calcio)
-le preoccupazioni danneggiano il cuore e il polmone
-la rabbia e la frustrazione danneggiano il fegato
-l’attività mentale eccessiva danneggia la milza, che in medicina cinese è collegata anche alla digestione e assimilazione del cibo; per questo si consiglia di evitare l’attività mentale subito dopo mangiato
-la paura (ansia) danneggia il rene
Vediamo che gli organi interni (cuore, polmone, milza, fegato, rene) non hanno nella medicina tradizionale cinese solo una valenza fisica, ma ciascuno è collegato a una funzione, a un’emozione, a un organo di senso, e persino a un colore e a un gusto.

In base a queste corrispondenze le principali forme di cefalea secondo la medicina tradizionale cinese sono:

  • la cefalea da Fuga dello Yang del Fegato, da Fuoco del Fegato, da stasi del Qi del Fegato, da Vento del Fegato: sono le cefalee causate da emozioni che colpiscono il Fegato come la rabbia, espressa o trattenuta, il rancore di vecchia data o la  frustrazione
  • la cefalea da Umidità causata dal clima umido, o da debolezza della Milza provocata da eccessive preoccupazioni e troppa attività mentale, tendenza a rimuginare con pensieri ossessivi, incapacità a digerire le situazioni sprofondando nella palude dei pensieri; l’umidità è anche creata o aggravata dal consumo eccessivo di latticini, dolci e zucchero, frutta e verdure crude, grassi, bevande fredde. Certe diete che comprendono solo frutta e verdura in quantità, specialmente crude, anche se sono diete “vegetariane” e quindi le associamo a qualcosa di sano, in realtà creano Umidità. Ricordo poi che i cinesi a tavola sono abituati a bere bevande calde, thè o anche solo acqua tiepida.
  • cefalea da ritenzione di cibo, quando compare mal di testa dopo i pasti e sono presenti comportamenti alimentari errati come mangiare troppo in fretta, pasti abbondanti o irregolari, eccesso di cibi crudi
  • cefalea da stasi di sangue, spesso provocata da un vecchio trauma cranico
  • cefalea da Vuoto di Qi o di Sangue: dovuta a malattie croniche, cattiva alimentazione, età avanzata

 Autore: Dr. Domenico Piazza


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I meridiani della medicina cinese, prevenzione della cefalea,riequilibrio psico-neuro-endocrino-immunologico (PNEI)

Esistono vari modi per curare una cefalea.

Per arrivare alla cura bisogna prima stabilire la diagnosi (emicrania? cefalea tensiva? qualcos’altro?) e per ciò è necessario rivolgersi a un medico.

La cura delle cefalee è un argomento molto vasto, esistono vari approcci, vi sono terapie farmacologiche sia per risolvere gli attacchi, sia per prevenirli e quindi per una cura duratura.

Quando gli attacchi di mal di testa sono molto frequenti e forti, almeno 4 o 5 al mese, è più utile intraprendere una terapia preventiva. Le terapie preventive hanno lo scopo di rafforzare le difese dell’organismo e in questo modo esercitano un effetto curativo riducendo il numero e l’intensità degli attacchi. In alcuni casi si ha anche la scomparsa temporanea o definitiva del mal di testa.

Un altro indubbio vantaggio delle terapie preventive è che si riduce il numero di analgesici assunti. Infatti chi soffre spesso di mal di testa oltre agli effetti negativi dell’attacco in sè soffre anche per gli effetti collaterali degli analgesici, soprattutto quando è costretto a utilizzarli spesso.

La prevenzione si basa sia su un corretto stile di vita, di cui si parlerà a parte, sia su approcci farmacologici e non farmacologici.

Tra i trattamenti non farmacologici uno dei più diffusi e meglio studiati è l’agopuntura, che fa parte della medicina tradizionale cinese.

Esistono studi che dimostrano l’efficacia dell’agopuntura sia nella cefalea tensiva sia nell’emicrania.

L’agopuntura consiste nell’infissione di aghi molto sottili in punti particolari della pelle; questi punti si trovano sul decorso di linee che vengono dette meridiani o canali.

Il meridiano nella medicina cinese svolge una funzione di collegamento tra le parti che raggiunge nel suo tragitto, e attraverso i rami che si dirigono in profondità collega i punti superficiali con gli organi profondi e con le loro funzioni.

Per esempio se il dolore è localizzato nella parte laterale della testa a livello della tempia, è utile collocare degli aghi sul meridiano che partendo dal piede raggiunge la tempia: questo meridiano si chiama meridiano di vescica biliare.

Non stupisce che per trattare il mal di testa si debbano mettere degli aghi in posti così distanti perché esiste sempre un collegamento tra il punto dove viene posto l’ago e il disturbo da curare.

I meridiani formano un sistema di collegamenti, di relazioni tra le varie parti del corpo, e utilizzando queste relazioni è possibile riportare la salute dove è stata persa.

Nella Medicina Cinese sono descritti vari tipi di meridiani; quelli più studiati sono i Meridiani Principali che prendono il nome dagli organi e visceri a cui fanno riferimento (per esempio meridiano del Fegato e meridiano del Cuore).

La medicina cinese considera la salute come il risultato dell’equilibrio tra le varie parti del corpo, tra la mente e il corpo, e tra il corpo e l’ambiente esterno.

La perdita di questo equilibrio, di questa armonia porta alla malattia.

Questa concezione può essere paragonata all’idea della medicina occidentale che la salute dipende dagli equilibri regolati dalla mente e dal sistema nervoso e immunitario, idea che ha portato alla nascita di una nuova disciplina: la psico-neuro-endocrino-immunologia.

Questa idea non fa che riprendere in chiave moderna quanto era già noto da alcuni millenni a chi praticava l’agopuntura: l’uomo deve essere considerato un tutto e non la somma di tanti organi.

Questa visione è alla base di tutte le terapie “olistiche”: l’agopuntura antica di millenni, e l’omeopatia nata a inizio ‘800.


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Tutto quello che c’è da sapere sulla cefalea a grappolo

Ogni cefalea merita un consulto medico e deve essere indagata in modo approfondito. Questo vale anche per la cefalea a grappolo che spesso rimane misconosciuta per anni facendo sottoporre i pazienti a terapie inutili per ipotetiche “sinusiti” o “nevralgie del trigemino”.

Per evitare che anche a te accada la stessa cosa dedica pochi minuti a leggere questo post e sarai in grado di riconoscerla.

La cefalea a grappolo ha delle caratteristiche così particolari che è quasi impossibile scambiarla con una emicrania, una cefalea tensiva o una nevralgia del trigemino.

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Si tratta di attacchi di feroce mal di testa in genere intorno a un solo occhio, sempre dallo stesso lato, di durata compresa tra un quarto d’ora e tre ore, che poi scompaiono, ma si ripetono anche 2-3 volte al giorno o più, e sono accompagnati da fenomeni neurovegetativi come arrossamento e lacrimazione dell’occhio, chiusura della narice o secrezione nasale dal lato del dolore. Dopo alcune settimane o qualche mese come era venuta la cefalea a grappolo se ne va (cefalea a grappolo episodica). Questo è l’andamento tipico, ma ci sono pochi sfortunati che ne soffrono sempre, e gli attacchi persistono quotidianamente per anni (cefalea a grappolo cronica).

Nella maggioranza dei casi l’andamento è in fasi che durano qualche settimana, per questo si chiama cefalea a grappolo, perché gli attacchi sono tutti ravvicinati e concentrati in un “grappolo”.

La cosa più strana è che questo dolore, così forte che risulta difficilmente sopportabile, dura abbastanza poco, è come se si sfogasse tutto in un’ora o due e poi passa completamente. Ma ritorna dopo qualche ora, in genere a orari abbastanza fissi, sia di giorno che di notte, quindi chi ne soffre non vive mai tranquillo, è sempre in ansia, nell’attesa che arrivi l’attacco successivo.

L’altra caratteristica è che se comincia a colpire l’occhio destro, per tutta la durata del grappolo sarà sempre dallo stesso lato.

Solo in un altro grappolo di attacchi potrà colpire invece il lato sinistro e l’occhio sinistro.

La cefalea a grappolo necessita di un trattamento immediato vista l’intensità del dolore: esistono dei farmaci preventivi che assunti durante il grappolo possono in molti casi prevenire gli attacchi, ed esistono farmaci da usare durante l’attacco.

In realtà il trattamento più semplice per l’attacco non è un farmaco ma una sostanza naturale, l’Ossigeno, che deve essere inalato al 100% in maschera, come viene fatto in Pronto Soccorso, oppure con un’apparecchio portatile.

I suggerimenti più utili per prevenire gli attacchi di cefalea a grappolo sono:

  • Mantenere un ritmo sonno-veglia regolare dal momento che i cambiamenti di orario del sonno possono provocare l’inizio di un grappolo; d’altra parte quando il grappolo è iniziato si è visto che la privazione di sonno (una notte in bianco) è in grado di prevenire gli attacchi il giorno seguente o per più giorni.
  • Astenersi completamente dall’alcool durante il grappolo perché scatena immediatamente l’attacco; non è necessario restare astemi tutta la vita, quando il grappolo è finito l’uso moderato non determina cefalea
  • Evitare di respirare sostanze volatili come solventi, benzina e tabacco che possono scatenare gli attacchi

 


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Diagnosi della cefalea: cosa raccontare al medico?

 

Per capire di che tipo di cefalea si soffre è necessario arrivare a una diagnosi precisa e ciò è possibile rivolgendosi a un medico.

Ma come affrontare la visita?

Cosa si attende il paziente dal medico? Una diagnosi e una terapia.

Cosa si attende il medico dal paziente? Prima di tutto un racconto, una descrizione.

Non è sufficiente dire “ho mal di testa” …seguito da un lungo silenzio come se adesso fosse tutto chiaro.

La cefalea, il mal di testa, è quanto di più variabile e soggettivo esista, e quindi il punto di partenza è sempre il racconto, la descrizione dei “miei” sintomi, del “mio” mal di testa e di come si intreccia con la mia vita.

Solo passando attraverso questa descrizione è possibile arrivare alla fine ad una conclusione: il medico riesce a quel punto a incasellare il racconto in una diagnosi, facendo riferimento alla classificazione delle cefalee, e quindi potrà dire se si tratta di emicrania, di cefalea tensiva o che altro.

Se la descrizione fornita è chiara si evitano anche inutili e costosi accertamenti diagnostici,

Sottolineo che la classificazione è uno strumento limitato, ci sono anche qui zone d’ombra, ma comunque dà l’orientamento di fondo, da cui poi dipende la terapia.

Quali sono gli elementi che devono emergere nel racconto?

  1. la storia temporale: l’andamento nel tempo, età di inizio, evoluzione in rapporto alle tappe della vita: studio, lavoro, vacanze …

  2. cosa succede durante un attacco di mal di testa? Come è il dolore? E’ di tipo pulsante o quali sensazioni produce? In quale parte della testa? Quanto dura? Quanto è forte? Cosa faccio o non riesco a fare?

  3. per la donna è importante descrivere come le mestruazioni, le gravidanze, la menopausa influenzano la cefalea

  4. indagare sempre i rapporti della cefalea con lo stress ( ho scoperto che esiste un 5% di persone che affermano di non avere stress, ma l’altro 95% dovrebbe interrogarsi su questo punto); il mal di testa è cominciato o si è aggravato con un cambiamento nel lavoro, nella vita familiare o di altro tipo?

  5. come influiscono i fattori climatici? Il freddo, il caldo, l’umido, il vento

  6. che cosa nella mia esperienza personale scatena una cefalea? Una classica domanda a cui una persona introspettiva risponde subito con sicurezza elencando tutti i fattori che secondo la sua esperienza scatenano il mal di testa, mentre altri non si sono mai posti il problema e quindi devono cominciare a prestare attenzione ai fattori scatenanti

  7. accanto al mal di testa esistono altri problemi di salute e come sono stati curati?

  8. alla fine, ma solo alla fine, quali sono i farmaci che si assumono abitualmente e il loro effetto; moltissime persone forniscono questa informazione all’inizio del colloquio e non aggiungono altro come se questo fosse un elemento determinante; è l’ultima cosa da dire.

Un colloquio franco con il medico è indispensabile  nella diagnosi del tipo di cefalea e molte volte rende superflui accertamenti diagnostici dispendiosi e non privi di effetti collaterali.


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Emicrania e cefalea tensiva: classificazione

 

Sul termine cefalea esiste molta confusione. Cefalea non è sinonimo di emicrania, è un termine più generico che indica semplicemente un sintomo: il “mal di testa”.

Infatti cefalea è un termine derivato dal greco dove “kefalos” vuol dire testa.

Quindi cefalea indica genericamente “mal di testa”.

Una generica cefalea a sua volta può essere di tipi diversi, e qui entrano in gioco altri termini come “emicrania” o “cefalea tensiva” che indicano dei tipi particolari di cefalea.

La parola “emicrania” vuol dire “mezza testa”, ed è nata quindi per indicare quelle forme molto comuni di mal di testa che colpiscono solo un lato, destro o sinistro, della testa.

Ma in epoca moderna emicrania è diventato un termine più complesso cioè indica una forma particolare di mal di testa, che deve possedere una serie di caratteristiche e non basta che colpisca un solo lato.

Queste caratteristiche sono state definite ed elencate  dalla Società Internazionale delle Cefalee, che si è presa il compito di definire non solo l’emicrania, ma anche gli altri tipi esistenti di cefalea.

Così è nata la classificazione della Società Internazionale delle Cefalee, la cui ultima versione è quella del 2004.

Rivolta agli addetti ai lavori non chiarisce tuttavia gli interrogativi di chi si avvicina per la prima volta all’argomento.

Lasciando a chi vuole il compito di consultare la classificazione delle cefalee tramite web, e ricordando che quanto qui descritto non sostituisce una accurata visita medica,  può essere utile affrontare il discorso fornendo delle linee di orientamento.

Il mal di testa può essere la spia di un disturbo anche grave che necessita di visita medica e di esami specialistici.

Spesso al termine di questo percorso viene fatta la diagnosi di cefalea primaria.

Questo è lo snodo principale. Cosa si intende per cefalea primaria? Significa che gli esami fatti non hanno evidenziato nessuna causa evidente di cefalea escludendo una cefalea secondaria a qualche altra malattia (cefalea secondaria o sintomatica). Se non esistono altre malattie il mal di testa viene definito cefalea primaria o essenziale.

In altre parole se il dolore ha una causa dimostrabile, per esempio una sinusite, allora è “secondario”, cioè curando la sinusite scomparirà anche il dolore. Se invece non c’è causa evidenziabile allora il mal di testa si produce da solo ed è detto “primario”.

Le due forme più comuni di cefalea primaria sono l’emicrania e la cefalea tensiva.

Ecco due termini che si incontrano spesso quando si parla di mal di testa ma che dobbiamo usare nel modo corretto.

Innanzitutto l’emicrania e la cefalea tensiva hanno una cosa in comune: sono cefalee primarie e se sono stati fatti degli accertamenti medici questi non hanno evidenziato delle patologie che possano causare mal di testa.

In un certo senso la loro origine risulta più misteriosa, proprio perché sono delle cefalee essenziali.

Sulla causa di queste cosiddette cefalee essenziali parlerò in un’altra pagina.

Ma anche se entrambe sono cefalee essenziali, emicrania e cefalea tensiva sono molto diverse tra di loro, e le caratteristiche principali sono riportate proprio nella Classificazione di cui si parlava sopra.

Principali caratteristiche dell’emicrania:

-è un tipo di mal di testa che si manifesta con attacchi che durano da 4 a72 ore

-il dolore è pulsante, colpisce un solo lato della testa, è di intensità media o forte, aumenta con la normale attività fisica,per esempio camminando o salendo le scale, si associa talvolta a nausea, vomito, fastidio per la luce, fastidio per il rumori.

Secondo la classificazione non devono essere presenti contemporaneamente tutte le caratteristiche elencate ma un certo numero di queste.

Cercando di comprendere in una sola descrizione quanto elencato sopra si tratta di un mal di testa che colpisce persone per il resto in buona salute, ma che si trovano a far fronte a degli attacchi anche feroci, che impediscono il più delle volte di lavorare, e rendono penoso anche solo il muoversi per casa, spesso costrette all’immobilità nell’attesa che l’attacco passi.

E’ fondamentale la presenza di un dolore intenso, che in parte o completamente impedisce di  svolgere qualunque attività. Che non si tratti di esagerazioni lo dimostra il fatto che spesso sono impossibili tutte le attività di svago o sportive del tempo libero. Quindi l’emicrania è un nemico non solo del lavoro, inteso come produzione, ma anche dello svago e delle attività creative.

Con quanto qui detto si è dato solo un cenno generale sull’emicrania, in realtà nella classificazione sono descritti sotto questa voce 6 tipi diversi, ognuno con le sue problematiche.

Comunque lo scopo di questo blog è quello di dare un primo orientamento, ricordate la metafora dei meridiani?

Principali caratteristiche della cefalea tensiva:

-il dolore è bilaterale, con sensazione di qualcosa che stringe o pesa (non pulsa),  con  intensità lieve o media,  non peggiora con la normale attività fisica, si può associare a   lieve nausea oppure a intolleranza alla luce o ai rumori.

-la durata è molto più variabile dell’emicrania perchè va da mezz’ora a 1 settimana, fino alle  forme croniche.

Anche in questo caso non è necessaria la presenza di tutti questi criteri ma di un certo numero, come specifica la classificazione.

Da questo elenco possiamo ricavare che la cefalea tensiva è meno forte dell’emicrania, è di tipo diverso, cioè non pulsa, è meno invalidante, a meno che non diventi cronica e allora può incidere sulla qualità della vita.


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Più Salute: Un blog di aggiornamento scientifico sulle cefalee

L’autore di questo blog,  medico e specialista, ha condotto per oltre 30 anni l’ambulatorio per le Cefalee dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e condivide qui la sua esperienza professionale rispondendo ai quesiti posti. Il taglio è essenzialmente divulgativo e non intende sostituire il parere diretto del medico di fiducia nei singoli casi.

Il nome di “Meridiani della Salute” si ispira ai Meridiani della medicina cinese.

Nella geografia terrestre Meridiani e Paralleli sono  linee immaginarie ma fondamentali per creare le mappe e stabilire la localizzazione dei punti sulla terra.

Spostando lo sguardo dalla Terra al suo abitante, l’Uomo, troviamo qualcosa di analogo nella Medicina Tradizionale Cinese, che denomina Meridiani delle linee che possono essere tracciate sulla superficie del corpo collegando i due poli, la testa con le estremità.

Una traduzione più precisa dalla lingua cinese indica queste linee come “canali”, vie d’acqua che scorrono per lunghe distanze permettendo comunicazione, scambi, e portando nutrimento.

Questi meridiani costituiscono un tentativo di lettura del funzionamento dell’organismo umano, esaminando le relazioni che esistono tra varie parti del corpo, tra vari organi, tra varie funzioni.

Come i meridiani terrestri forniscono le nostre coordinate nello spazio e nel tempo, così i meridiani cinesi organizzano un sistema di relazioni nel corpo umano. Ma, elemento non meno importante, tengono conto anche delle relazioni tra Uomo e Cosmo, tra Terra e Cielo.

Lo scopo di questo blog  è quindi quello di individuare alcuni punti di riferimento, che possano orientare nel mare  magnum di informazioni sulla salute, in particolare nel campo delle cefalee, e di fornire qualche approfondimento su argomenti che interessano tutti: stile di vita, alimentazione, medicina tradizionale cinese, rimedi popolari, omeopatia.

Negli articoli pubblicati si trovano:

  • informazioni sulle cefalee, diagnosi dei tipi principali di cefalea: 1) emicrania 2) cefalea tensiva 3) cefalea a grappolo
  • linee generali sulla terapia “progressiva” delle cefalee: stile di vita, terapie non farmacologiche e farmacologiche
  • fattori scatenanti o fattori trigger della cefalea
  • esempi pratici

 

Questo sito ha finalità divulgative e non sostituisce il parere del medico che deve essere consultato ove necessario